Il soffio dell'anima
Il teologo cattolico che più fa discutere. Incontro con Vito Mancuso per cercare di capire quanto possano conciliarsi fede e ragione
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Vito Mancuso fotografato da Basso Cannarsa |
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Uomini senza maschere, magari! Parole scritte con l’ardore del pensatore di frontiera, che aiutano a lenire le abrasioni dell’esperienza quotidiana |
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Firma ormai molto seguita del quotidiano la Repubblica, docente di teologia all’Università San Raffaele di Milano, Vito Mancuso si è fatto conoscere dal grande pubblico con L’Anima e il suo destino, pubblicato da Raffaello Cortina Editore nel 2007. Un saggio che, suscitando al tempo stesso entusiasmi e dure reprimende, è riuscito comunque a rivitalizzare un dibattito da troppo tempo addormentato e distante.
Il pregio principale di Mancuso è racchiuso in un linguaggio - scritto e parlato - diretto, con pochi fronzoli e soprattutto comprensibile a tutti, anche se i temi che vengono approfonditi non sono certo di facile trattazione.
Del suo più recente La vita autentica (Raffaello Cortina Editore, 2009), tra le tante riflessioni, una mi ha colpito in modo particolare: «… io sostengo che la maniera migliore di realizzare se stessi è stabilire rapporti autentici e giusti con gli altri, e che la reale attuazione del proprio bene contiene la cura di rapporti leali». E ancora: «Un uomo senza maschera e senza padrone può pagare cara la sua autenticità». Uomini senza maschere, magari! Parole scritte con l’ardore del pensatore di frontiera, che aiutano a lenire le abrasioni dell’esperienza quotidiana, in cui è spesso il primato, reale, della menzogna – o meglio dell’imbroglio, rozzo o raffinato che sia – a generare quel tanto di caos che può solo minare alla radice ogni forma di sana relazione sociale. 
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