Sygmunt Baumann definisce “liquido” questo nostro mondo, in cui le relazioni sociali scivolano sempre più precipitosamente lungo il pendio della precarietà. Liquido è anche quel confine che separa questa terra dall’abbraccio dell’Oriente, dalla sagoma misteriosa e per certi versi inquietante dei Balcani. Lo specchio d’acqua su cui s’affacciano genti diverse per genere e provenienza, le cui storie sono inesorabilmente destinate ad intrecciarsi, è “il mare dell’intimità”: così definisce l’Adriatico Predrag Matvejevic.
“Nei tempi più antichi, coloro che approdavano sulle sue sponde si trovavano in imbarazzo: è un golfo o un mare? C’è questa dualità. D’altra parte l’Adriatico attraeva con le sue sponde, le più belle del Mediterraneo.
Talvolta si allargavano le sue frontiere. Quando San Paolo compì il suo viaggio apostolico dalla Terra santa alla Città eterna restò vittima di due naufragi, uno a Malta e l’altro a Creta. Descrisse questo viaggio in una specie di diario e parlò di un mare Adriatico che si estendeva da Creta fino alla Sicilia. Un tempo lo si definiva “Mare superiore”. Braudel dice che l’Adriatico riassume tutto il Mediterraneo. Ha delle componenti che creano quest’intimità, dovuta alla maggior ristrettezza degli spazi, ad una maggiore vicinanza”.
Ma quello di intimità è un concetto che esprime anche un’idea di chiusura.
“Una chiusura che ha tratti negativi, ma anche positivi. E’ quando si è chiusi, “si è dentro”, e si può sentire intimamente un’appartenenza”.
Lo scrittore ha lo sguardo curioso di un ragazzo, un tono pacato ma risoluto, quando lo incontriamo, ai margini di un convegno; è venuto da Roma per ricordare un compagno di navigazioni parallele nelle acque turbolente della storia: lo storico Sergio Anselmi, scomparso proprio un anno fa.
Fu con la preziosa guida di Anselmi (Scirocco 3/2003) che iniziammo il nostro percorso alla ricerca di un’identità comune delle genti adriatiche, del futuro di quest’area.
“Tantissimo dipende, in questo momento, dal rapporto tra Mediterraneo ed Europa. Purtroppo credo - dice Matvejevic - che si stia facendo un’Europa troppo continentale. Tutte le grandi commissioni sono al Nord: Strasburgo, Bruxelles, Francoforte. 
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Predrag Matvejevic fotografato da Alessandro Giambartolomei a Senigallia nel 2004 |
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«E' un golfo o un mare? C’è questa dualità. D’altra parte l’Adriatico attraeva con le sue sponde, le più belle del Mediterraneo.» |
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