Le città che hanno alle spalle una grande storia, Atene, Roma, Venezia, Barcellona, non sono state affatto prese in considerazione. C’è il pericolo che si crei un fossato fra l’Europa continentale e quella del Sud, un abisso fra le due sponde del Mediterraneo. Servono delle alternative per fare di quest’Europa un’entità realmente policentrica, in grado di conciliarsi con la sua anima mediterranea”.

Anselmi ha parlato di una koinè sotto l’egida di Venezia e di una asburgica.
“Ce n’è stata anche una ottomana. L’impero ottomano aveva un feudalesimo talvolta meno crudele di quello europeo”.

Il “Breviario mediterraneo” di Predrag Matvejevic, pubblicato da Garzanti, è ormai un best seller, giunto alla sesta edizione con circa cento nuove pagine, tradotto in ventuno lingue, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, internazionali e nazionali, tra cui il prestigioso “Strega”.

“Nel Medioevo si scrivevano vari breviari, soprattutto d’ispirazione religiosa. I padri della Chiesa consigliavano a coloro che scrivevano breviari di stare attenti a non lasciarsi prendere dalla tentazione di farne un vangelo. Allora io, per non fare un vangelo, per rimanere nella dimensione del breviario, quando ho aggiunto le cento nuove pagine ne ho tolte una trentina delle vecchie”.

Quei luoghi hanno una triste fama.
“C’è una contraddizione nei Balcani: da una parte essi sono una polveriera, dall’altra sono la culla della cultura europea, dove nacquero la dialettica, la scienza, la filosofia.
C’è una bella battuta di Churchill, pronunciata sul suolo italiano durante la seconda guerra mondiale. Si incontrava con Tito e con lui parlava di una possibile invasione sull’Adriatico, prima ancora della Normandia, e disse: “Questo spazio produce più storia di quanta ne può consumare”. (...) X

 

 

 

 

 

 

Predrag Matvejevic fotografato da Alessandro Giambartolomei a Senigallia nel 2004
 
«C’è una contraddizione nei Balcani: da una parte essi sono una polveriera, dall’altra sono la culla della cultura europea»
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