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Oltre questo mare |
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A
colloquio con Predrag Matvejevic. Lo scrittore croato in una
riflessione sul passato e sul presente dell’Adriatico, del Mediterraneo,
dell’Europa. Per fare i conti con l’eterna incognita dei
Balcani
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intervista di Alessandro Giambartolomei |
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«Un tempo lo si definiva “Mare superiore”. Braudel dice che l’Adriatico riassume tutto il Mediterraneo. Ha delle componenti che creano quest’intimità, dovuta alla maggior ristrettezza degli spazi, ad una maggiore vicinanza» |
“Nei
tempi più antichi, coloro che approdavano sulle sue sponde
si trovavano in imbarazzo: è un golfo o un mare? C’è
questa dualità. D’altra parte l’Adriatico attraeva
con le sue sponde, le più belle del Mediterraneo. Ma
quello di intimità è un concetto che esprime anche un’idea
di chiusura. |
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Il “Breviario mediterraneo” di Predrag Matvejevic, pubblicato da Garzanti, è ormai un best seller, giunto alla sesta edizione con circa cento nuove pagine, tradotto in ventuno lingue, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, internazionali e nazionali, tra cui il prestigioso “Strega”. “Nel Medioevo si scrivevano vari breviari, soprattutto d’ispirazione religiosa. I padri della Chiesa consigliavano a coloro che scrivevano breviari di stare attenti a non lasciarsi prendere dalla tentazione di farne un vangelo. Allora io, per non fare un vangelo, per rimanere nella dimensione del breviario, quando ho aggiunto le cento nuove pagine ne ho tolte una trentina delle vecchie”. Com’è
nata l’idea di questo libro? I Balcani. “C’è
una contraddizione nei Balcani: da una parte essi sono una polveriera,
dall’altra sono la culla della cultura europea, dove nacquero
la dialettica, la scienza, la filosofia. |
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